Asili nido comunali, Lodi: «Più di 1.700 domande in graduatoria per i nidi, situazione allarmante». Brusoni: «Dati gonfiati»

L’assessora comunale alla scuola spiega: «Sono in realtà un terzo le domande in lista, ma se si considera il dato delle cosiddette teste, la graduatoria si assottiglia ancora di più». Poi ammette che «È evidente che non sia possibile fare un riscontro delle domande effettivamente insoddisfatte». La capogruppo del gruppo misto per Azione in consiglio comunale divulga le tabelle fornite dallo stesso Comune a seguito di reiterata richiesta di accesso agli atti

«Finalmente dopo anni di questa amministrazione, commissioni in cui sono stati chiesti i dati mai dati, accessi agli atti e segnalazioni al prefetto, sono riuscita ad avere i dati riguardo le richieste inevase per quanto riguarda i nidi, le scuole d’infanzia e le sezioni primavera comunali – spiega Cristina Lodi -. Purtroppo, come prevedevo, la situazione è drammatica per quanto riguarda i nidi, tenendo conto che il sindaco Bucci aveva detto negli anni scorsi che non esistevano liste d’attesa e che il Comune rispondeva a tutti con esito positivo. Bene, a oggi abbiamo 1.711 domande ancora in graduatoria a fronte di 1813 posti autorizzati e di fatto invece offerti 1657. Ne servirebbero quasi il doppio. Sicuramente la situazione è più grave in alcune zone rispetto ad altre, soprattutto per quanto riguarda gli asili nido del Municipio Centro Ovest e della Valpolcevera, dove evidentemente c’è una popolazione con un maggior numero di bambini e bambine in età da nido».


Sotto: le tabelle fornite dal Comune a Lodi a seguito di accesso agli atti
Queste le tabelle inviate a Lodi dalla direzione area Scuola del Comune. Vengono definite nella comunicazione alla consigliera «Tabelle relative a capienze, posti e graduatorie di nidi d’infanzia, sezioni primavera, scuole dell’infanzia».



«È evidente che non c’è un’assunzione di responsabilità da parte dell’amministrazione su questo tema e, a fronte dell’arrivo a dicembre all’approvazione del bilancio preventivo la questione deve essere assolutamente attenzionata dalla giunta, che deve coinvolgere le organizzazioni sindacali al fine di poter aumentare il numero del personale necessario e programmare l’incremento del numero delle sezioni in maniera seria e strutturata, anche attraverso l’analisi dei dati demografici per poli educativi e zone, perché i dati parlano chiaro, a partire dal dato e dalle motivazioni della differenza tra le capienze autorizzate e le capienze gestionali – prosegue Lodi -. La situazione delle scuole d’infanzia si presenta meno grave poiché sono presenti anche le scuole d’infanzia statali ed è quindi presente una più ampia offerta, insieme alle paritarie e alle private. Comunque, anche in questa sezione ci sono ancora 236 domande in graduatoria a fronte di 4005 capienze strutturali che diventano 3831 di fatto operative. Si tratta comunque di tanti bambini e bambine ancora in attesa di una risposta e di un’offerta educativa. Sulle sezioni primavera la situazione direi che è stabile, il che dimostra a sua volta che dove si può lavorare sulla stabilità i risultati si vedono. Di fronte a questi numeri mi sento amareggiata perché tante volte in questi anni le organizzazioni sindacali hanno denunciato la mancanza di personale e chiesto chiarezza sulla situazione delle graduatorie al fine di un’organizzazione migliore del lavoro. A fronte di una città che, se da una parte ha una denatalità evidente con la conseguente diminuzione della popolazione, ha comunque una ricchezza, soprattutto in alcune zone, di famiglie con bimbi e bimbe piccoli che rappresentano il futuro e la speranza. Prima che da Genova se ne vadano tutti, converrà organizzare servizi degni di una città che si chiami tale nel 2023».
«Concludo – prosegue la consigliera di Azione – avanzando le mie proposte: aprire immediatamente un tavolo di confronto e di lavoro con le organizzazioni sindacali, i municipi, i rappresentanti dei nidi accreditati e privati, cercando di capire com’è realmente la situazione attraverso l’analisi dei dati demografici, delle domande in graduatoria, della disponibilità del personale. Fare delle proposte riorganizzative del sistema 0-6 comunale immediate analizzando situazione per situazione, soprattutto quelle che presentano più di 100 domande in lista d’attesa, per immaginare attraverso l’arrivo del bilancio una prima richiesta fondi per nuovo personale e verificando asilo nido per asilo nido la discrepanza tra la capienza gestionale e la capienza autorizzata, cercando di mettere mano urgentemente a un sistema che venga adeguatamente finanziato e organizzato. Non solo le risorse sono importanti, ma anche l’organizzazione e il personale dedicato, concretizzando un coordinamento comunale, perché l’amministrazione deve garantire a tutte le famiglie che ne vogliono fare domanda un posto in un nido attraverso un sistema pubblico, privato, accreditato, garantendo il 30%, come vuole l’Europa, di offerta pubblica. Un’altra proposta è quella di analizzare il regolamento di accesso ai nidi attraverso il quale si formano le graduatorie, perché a oggi una donna che non lavora ha minor punteggio, ponendo due riflessioni: non lavorare potrebbe essere una situazione temporanea che potrebbe essere superata solo se la donna ha la possibilità di cercare lavoro. In secondo luogo, una donna che non lavora potrebbe comunque voler scegliere il percorso educativo pedagogico fornito dall’asilo nido per il suo bambino o bambina. Quindi il sistema pubblico, privato, accreditato deve poter rispondere a tutte le domande. In questo, il ruolo di coordinamento e di obiettivi del Comune è fondamentale».
«Come Azione Genova pensiamo che non si possa amministrare senza la capacità gestionale che deriva dalla conoscenza approfondita dei dati inerenti alle varie tematiche – afferma Mariapia Verdona, presidente di Azione Genova – L’ultimo notiziario statistico del Comune di Genova pubblicato sul sito risale al 31 dicembre 2020. E l’ultimo annuario è stato pubblicato nel dicembre 2021 con dati relativi al 2020. Secondo i dati Istat di quest’anno, aggiornati al 1° gennaio 2023, i bambini e le bambine residenti nel nostro Comune tra i 0-6 anni risultano 24.722. Di questi, 4.966 sono i bambini e le bambine stranieri. Sempre secondo i dati Istat, la natalità negli ultimi 6 anni per quanto riguarda i bambini e le bambine è diminuita di 450 unità pari a 11,8%. La percentuale di natalità relativa ai bambini e alle bambine stranieri è invece diminuita del 3,14%. La conoscenza della realtà è indispensabile per comprendere concretamente i bisogni al fine di erogare in modo efficace i servizi».
«I dati forniti dalla consigliera Lodi sono gonfiati e fuorvianti. Mi stupisce che la consigliera, che si dice attenta alla situazione educativa, ai nidi e alle scuole dell’infanzia abbia preso un abbaglio di questa portata o, peggio, voglia strumentalizzare un contesto così delicato che riguarda i bambini – dichiara l’assessore alle Politiche dell’Istruzione del Comune di Genova Marta Brusoni, rispondendo alla consigliera di Azione Cristina Lodi – .Parlare di 1700 domande in attesa per i nidi significa ignorare come funzioni il sistema. Sono in realtà un terzo le domande in lista, ma se si considera il dato delle cosiddette teste, la graduatoria si assottiglia ancora di più. Infatti, ogni genitore può esprimere per lo stesso bambino fino a un massimo di 5 scelte, nel conteggio lo stesso bambino viene ripetuto per ogni struttura per cui è rimasto in lista. È evidente che non sia possibile fare un riscontro delle domande effettivamente insoddisfatte, ma stiamo lavorando perché il dato reale possa essere finalmente fotografato, come mai è stato fatto in passato. Per quanto riguarda le scuole infanzia, anche le domande ancora non soddisfatte sono decisamente inferiori rispetto a quelle sbandierate dalla consigliera: 120 ma sempre considerando il dato delle “teste”, a livello di singolo bambino, poiché in ogni domanda si possono inserire 3 scuole: anche qui la lista potrebbe essere decisamente inferiore. Molti dei bambini possono aver trovato sistemazione nelle scuole infanzia statali: un riscontro che abbiamo richiesto agli istituti comprensivi, per ottenere la cancellazione dalle liste d’attesa comunali. Per quanto riguarda le sezioni primavera, le domande insoddisfatte ad oggi sono 27, sempre considerando il dato delle “teste”, a livello di singolo bambino».
«Le “teste” sono un dato rilevabile a livello complessivo di città e si aggira intorno alle 590 domande, che però potrebbero aver trovato nel frattempo una sistemazione – dice, ancora, l’assessore -. Come la consigliera Lodi sa bene, l’impegno della nostra amministrazione sulle scuole di infanzia e nidi è forte anche per la realizzazione di nuovi nidi (caserma Gavoglio, polo Foce, nido aziendale Matitone, Villa Gruber) grazie alle risorse PNRR: con orgoglio possiamo dire che Genova è tra le poche città italiane a non aver perso neppure un euro degli oltre 40 milioni ottenuti dal governo su questo fronte. Questo anche facendo ricorso a risorse proprie dell’ente per trovare sedi alternative nel periodo dei lavori con conseguenti trasferimenti di intere classi a cui abbiamo voluto garantire sempre e comunque la continuità educativa. Per quanto riguarda la trasparenza abbiamo sempre condiviso in commissione e nell’apposito tavolo tecnico sindacale tutti gli scenari, andando incontro alle proposte concrete e nell’interesse delle famiglie, dei docenti e del personale in generale. Un lavoro non semplice ma che abbiamo sempre svolto nell’interesse comune e che continueremo, aperti a suggerimenti e proposte migliorative, ma non a sterili polemiche su numeri gonfiati. La consigliera Lodi sa che la mia porta è sempre stata aperta per lei e per chiunque cercasse un dialogo su queste tematiche così delicate. Non più tardi di qualche settimana fa l’avevo ricevuta e insieme avevamo pensato di collaborare per il bene dei bambini, degli insegnanti e della scuola in generale. Dispiace constatare che abbia preferito la sua visibilità ad un confronto costruttivo».


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